Tra arte, meditazione e consapevolezza accompagno chi desidera ritrovare verità, respiro e presenza.
Ogni mio percorso nasce dal gesto che rallenta, dal silenzio che ascolta, dal bisogno autentico di tornare a sé senza fretta.
C'è un momento dell'anno in cui qualcosa rallenta. Agosto ha quella qualità lì. Le giornate si allungano, il ritmo cambia, gli impegni si diradano e rimane uno spazio che durante il resto dell'anno quasi non esiste. Uno spazio sospeso, morbido, in cui si ha finalmente il tempo di fermarsi davvero, di ascoltare, di incontrare qualcosa che normalmente scorre via insieme alla fretta. È il momento perfetto per attraversare un percorso interiore. Quello che lo specchio non vede
Ho lavorato a questo percorso con una cura che raramente mi capita di sentire così netta mentre creo qualcosa. Non perché gli altri lavori fossero meno importanti, ma perché questo tema mi ha toccato in un posto preciso, uno di quei posti in cui sai che stai parlando di qualcosa di reale, di condiviso, di necessario. Quello che lo specchio non vede parla del corpo che cambia, del tempo che deposita invece di togliere soltanto, di quella voce interiore che a volte si accanisce